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mercoledì 30 settembre 2020

10 anni da Madrina a Distanza

Sono passati 10 anni da quando ho scritto la prima mail a COOPI per chiedere informazioni sul Sostegno a Distanza e allora non avrei mai pensato che questa avventura sarebbe diventata una storia così bella.
In questi 10 anni ho potuto imparare molte più cose di quelle che avrei mai immaginato...

Ho imparato come i legami affettivi si possano creare e mantenere anche se non ci si incontra mai direttamente...

Ho imparato l’attesa e la pazienza, perché quelle lettere e quelle foto le vorresti ricevere molto più spesso di quanto sia possibile…

Ho imparato come ci si possa emozionare quando invece arriva una “lettera in più” o addirittura un intero quaderno pieno di foto disegni e racconti...

Ho imparato la bellezza di un disegno, di una lettera dettata a un maestro, la purezza di un piccolo scarabocchio su un foglio un po’ spiegazzato...

Ho imparato l’ammirazione per chi ogni giorno si dedica ai bambini senza chiedere nulla in cambio... e quanta pazienza possano avere gli operatori di una associazione anche nei confronti dei donatori curiosi e un po’ ansiosi come sono sempre stata io...

Ho imparato l’importanza totale e assoluta dell’istruzione nella vita di un essere umano!
Nulla infatti è paragonabile alla possibilità di un bambino di imparare, studiare e diventare così veramente un ADULTO LIBERO!

Ho imparato che anche nelle nostre vite frenetiche possiamo trovare quel minuto in più per accorgerci che non siamo soli a questo mondo e che anche noi possiamo fare qualche cosa per migliorarlo un pochino... 

Grazie a tutta COOPI per questa splendida avventura e un grazie particolare ai miei bimbi a distanza…
Luisa Abuin Roby David Liya Amos  

♥ GRAZIE A TUTTI DI CUORE ♥

Attestato di Fedeltà
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giovedì 30 aprile 2020

Emergenza Covid-19 e una telefonata inaspettata

In queste settimane tutti stiamo vivendo una situazione impensata a causa del Covid-19...
Arrivano notizie dai paesi vicini, ma poche dagli stati africani... sembra che la situazione sia migliore che da noi, ma non si capisce se questa sensazione sia dovuta al reale stato della popolazione o semplicemente al fatto che le notizie che arrivano sono poche e confuse.
Cerco un po' in rete, ma evito di chiamare l'associazione che segue i miei bimbi... so che anche loro lavorano da casa e che continuano a seguire attivamente i progetti, e tanto basta.
Ma una mattina suona il telefono e...
"Ciao, chiamo da COOPI, stiamo contattando i donatori del Sostegno a Distanza per rassicurarli sulla situazione dei bambini..."
Ecco... come sempre riescono a tranquillizzare e informare.
La ragazza al telefono, gentilissima e chiara, mi spiega che ognuno degli stati in cui operano ha messo in atto misure di prevenzione, le scuole e i centri sono chiuse e i bambini restano in famiglia. COOPI ha distribuito prodotti per l'igiene, posizionato pompe d'acqua e anche materiale per permettere ai bambini di continuare a studiare, anche se da casa. Tutto questo ovviamente unito a visite alle famiglie per spiegare il più possibile la situazione e mettere in guardia sui possibili rischi.
Insomma in questo periodo in cui tutto il mondo è in allerta sanitaria, i fondi del SaD stanno aiutando i bambini e le loro famiglie (e quindi la loro comunità) a proteggersi da questo pericolo invisibile, ma letale.
Non avevo dubbi che ci fossero state delle modifiche sulla gestione delle donazioni e che COOPI le avesse come sempre utilizzate nel modo più pratico e utile in base al momento... ma sono stata davvero felice dell'attenzione che han avuto nei miei confronti (e nei confronti degli altri donatori) di fare quella piccola e esplicativa telefonata.
Potevano limitarsi ad una mail, ma han preferito come sempre il contatto umano e il racconto che solo una voce può fare.

 

Articoli di COOPI:



 


giovedì 27 febbraio 2020

Essere sempre soddisfatti dell’associazione scelta per il SaD

Quest'anno la lettera di Natale con all'interno i biglietti da preparare per i bambini non è arrivata in tempo... ma a fine febbraio...

Questo mi ha fatto capire che se da un lato non si può far un totale affidamento sui tempi di consegna... è anche vero che prima o poi le lettere arrivano...

Ma visto che come sempre non so stare ad aspettate e che sono una rompi scatole... avevo già contattato l'associazione per capire cosa fosse successo e, come sempre, mi avevano prontamente risposto e inviato una copia della lettera.

 

Ecco cosa mi piace di COOPI:

Quando hai un dubbio di qualsiasi tipo, ti basta chiedere per ottenere una risposta semplice e diretta nel giro di pochissimo tempo.

Hai davanti persone disponibili e schiette sempre pronte a risolvere qualunque dilemma o problema con gentilezza e soprattutto disponibili a spiegare chiaramente qualunque cosa.

In quasi 10 anni ho potuto vedere questo atteggiamento ogni volta che ho avuto bisogno di qualcosa e soprattutto, con chiunque mi abbia risposto.

E questa è una cosa che mi fa davvero essere felice di affidarmi a COOPI per un progetto come il Sostegno aDistanza.

 


mercoledì 28 agosto 2019

Aggiornamento annuale

Ecco nella buca gli aggiornamenti annuali dei bambini.
Ogni busta contiene una scheda con le notizie generali del paese e una scheda con il racconto specifico della vita dei bimbi stessi.

Aggiornamento dalla RCA
Aggiornamento dalla RCA

 
Aggiornamento dall'Etiopia
Aggiornamento dall'Etiopia

Con mia grande gioia... ecco un bel disegno da ognuno di loro!
Sono sempre contenta di riceverli... il pensare che quel bimbo abbia avuto voglia di farlo mi rende felice.
Anche perché so per certo che nessuno chiede loro di farli controvoglia.
In questi anni più di una volta è capitato che non si sentissero di farlo e, semplicemente e com'è giusto che sia, non ho ricevuto nulla.
Ricordo infatti che ci vollero parecchi aggiornamenti perché Luisa decidesse di scrivermi... ma poi i suoi disegni si trasformarono in lettere e poi addirittura in quaderni completi...
Bisogna saper aspettare e lasciare ad ognuno i suoi tempi.
E se Liya e Amos han già deciso di aver piacere a scrivermi... beh... posso solo dire grazie per questo regalo!

Il disegno di Amos
Il disegno di Amos

Il disegno di Liya
Il disegno di Liya


sabato 8 dicembre 2018

È Natale!

Siamo sotto Natale e come sempre arrivano tantissime lettere di molte associazioni con auguri, biglietti e appelli.
Quest'anno però COOPI ha avuto davvero una bellissima idea.
Per ogni bambino adottato a distanza ha inviato una busta con 2 biglietti natalizi: un biglietto è da usare per chi si vuole, mentre l'altro è destinato al bimbo in adozione.
Scrivere qualche parola per le feste è facile e in questo periodo anche piacevole perché si ha più voglia di tendere la mano e mandare un saluto. E di sicuro i bimbi saran contenti di ricevere un augurio che arriva da lontano.
Decisamente una bella iniziativa!
A cui decido di partecipare immediatamente...

Buon Natale 😘


sabato 1 settembre 2018

Liya e Amos

Insieme al saluto a Luisa e David arrivano anche le notizie dei nuovi bambini che avrò l’onore di accompagnare in questo splendido percorso di adozione a distanza.

I progetti in Repubblica Centrafricana sono sempre attivi e così, al posto di foto e disegni di David, trovo la scheda e la fotografia di Amos.
Amos ha 11 anni e è un bel ragazzino con lo sguardo fiero. Vive a Bangui, la capitale della RCA, ed è seguito dalla struttura Sant Bernard.
So che la situazione in RCA, così provata dalla lunga guerra civile, non fa sperare in una lunga amicizia… tanti bimbi si sono susseguiti in questi anni… ma ad ogni modo proverò ad inviargli una lettera raccontandogli di noi e chissà… magari con Amos avremo la fortuna di poterci scrivere per un periodo abbastanza lungo da poter vedere i suoi progressi a scuola e nella vita.
SPERIAMO!

 

Liya invece vive in Etiopia, ad Addis Abeba, ed è una dolce e bella bambina di circa 4 anni, due occhioni grandi e lo sguardo che non sa bene cosa aspettarsi da quelle persone per cui le stanno scattando la fotografia.
Non conosco molto del suo paese e so che dovrò documentarmi nel futuro per cercare sempre più notizie.
Spero che le nostre future lettere e disegni le faran piacere e pian piano vorrà inviarcene anche lei.
Sarà bello vedere una piccola dolce bambina crescere.


Dopo 8 anni, mi trovo a ricominciare da zero due nuove storie di amicizia a distanza…
Non vedo l’ora di scoprire che bei momenti mi riserveranno le loro lettere e disegni… 

Ben arrivati Liya e Amos!


venerdì 24 agosto 2018

Il tempo passa e le cose cambiano

Il tempo è passato e molte cose sono cambiate.
L'unica cosa che non è cambiata in questi anni è il mio Sostegno a Distanza dei bambini seguiti dai progetti di COOPI.
David (RCA) e Luisa (Perù) son usciti dai progetti del SaD...
Inoltre COOPI ha concluso la collaborazione del Sostegno a Distanza con i progetti del Perù... ma attenzione, questa conclusione non è certo stata un fallimento delle loro attività... anzi...
I progetti in Perù avevano finalmente acquisito gli strumenti necessari per continuare da soli...
Insomma un felice traguardo... per quei progetti, per COOPI e per tutti i donatori che con la loro presenza han reso possibile questa crescita di autonomia.
Insomma COOPI ha dato loro modo di farcela da soli... li ha resi forti e capaci di affrontare il futuro.
E anche se da madrina c'è stato un po' di tristezza nel dire addio a una bambina, ormai ragazzina, che si era accompagnata per 8 lunghi anni e con cui si era costruito un sincero rapporto di affetto... c'è però stata anche una grande soddisfazione nell'averla vista crescere sostenuta da un progetto sicuro e ora autonomo.
Ciao Luisa
Ciao David
Buona strada... 





giovedì 8 giugno 2017

La Scuola di Bouchia

David frequenta la Scuola di Bouchia, la stessa scuola che aveva frequentato Robi prima del suo trasferimento a Bangui.
Ma cos’è la Scuola di Bouchia? E dove si trova?
La descrizione che mi arriva nelle lettere (come se fosse stata scritta da David) è questa:
«
La mia scuola elementare è stata costruita nel 1939, in piena foresta, da un soldato che, tornato dalla Francia, si rese conto dell’importanza di andare a scuola per cambiare in meglio la propria vita e quella degli altri. 
Credo abbia fatto bene. 
Scuola di Bouchia
foto di COOPI
Oggi, la scuola ospita 734 allievi e siamo divisi in 7 aule dove siamo seduti stretti stretti, l’uno accanto all’altro e, visto che siamo comunque tanti, facciamo i turni: alcuni frequentano le lezioni al mattino, altri il pomeriggio. Non tutti abbiamo i quaderni, perciò usiamo le lavagnette (a volte le dobbiamo condividere con fratelli e sorelle) e quando lo spazio per scrivere è finito dobbiamo cancellare per poter riscrivere: non è molto semplice imparare così, ma ci sforziamo di farlo. Comunque, chi ha bisogno può frequentare tre volte la settimana i corsi di recupero.»

Ed ancora…
«
La scuola di Bouchia assicura l'insegnamento primario a tutti i bambini del villaggio di Bouchia e dintorni.
Scuola di Bouchia
E' situata in piena foresta nella prefettura della Lobaye (sottoprefettura di M'baiki).
Le nostre attività garantiscono principalmente l'istruzione, attraverso la copertura delle rette e la fornitura del materiale scolastico ai bambini. Il nostro obiettivo è anche fornire un'istruzione di qualità, curando sia la struttura scolastica dove i bambini fanno lezione sia la formazione degli insegnanti.
La scuola garantisce anche le cure mediche necessarie ai bambini e l'accesso a un'alimentazione adeguata, attraverso la distribuzione mensile di viveri alle famiglie.
Infine, la scuola si occupa di seguire le pratiche e coprire i costi per la realizzazione dei documenti di identità per i bambini che ne sono sprovvisti poiché non sono stati registrati alla nascita.
»


Di sicuro un progetto importante, quello di portare avanti l’istruzione nonostante gli scontri, la guerra e le difficoltà che i bambini devono affrontare in RCA.


lunedì 5 giugno 2017

Quella notizia che non ti aspetti

Pensavo di riprendere a scrivere raccontando le ultime notizie di Luisa e Robi, ma proprio in questi giorni è arrivata una lettera inaspettata…
Robi si è trasferito con la famiglia a Bangui, in una zona non raggiungibile dagli operatori di COOPI, e di conseguenza il sostegno a distanza non potrà continuare.

Al posto delle notizie su di lui, trovo i dati e la foto di un nuovo ragazzino: David (ovviamente anche questo è un nome di fantasia).

Quella notizia che non ti aspetti - Ciao Robi!

Devo essere sincera… non mi aspettavo questa notizia.
Spero che il cambiamento per Robi implichi un miglioramento delle sue condizioni di vita… magari la mamma o i nonni hanno trovato un lavoro… ma di sicuro il fatto che si sia trasferito in Bangui mi lascia con addosso un po’ di amaro in bocca perché troppo spesso sono arrivate notizie di scontri o problemi.
Forse in maniera illusoria, ho sempre avuto la sensazione che la zona in cui ha vissuto fino ad ora fosse un poco più sicura…
In ogni caso non posso fare nulla per cambiare questa situazione, se non prenderne atto e augurargli con tutto il cuore una vita serena, che gli permetta di crescere nel suo paese e migliorare la condizione di vita sua e della sua famiglia.

Guardo la foto di David.
È un ragazzino dallo sguardo gentile, ben vestito e sistemato come sempre avviene per le foto dedicate alle madrine/padrini. A volte guardando queste foto mi chiedo se sia sempre così, o come sarebbe vedere una loro foto dopo magari una giornata di giochi, o di lavoro…
Il suo progetto è la stessa scuola che frequentava Robi. Un progetto interessante dedicato all’istruzione, l’unica vera fonte di miglioramento per ogni persona!
Scopro così che ora, quando un bambino esce dal progetto di Sostegno a Distanza, COOPI propone ai donatori un bambino del suo stesso progetto, o almeno della sua stessa nazione.
Anche se in fondo è vero che non c’è differenza tra un bambino e un altro sostenuto a distanza, credo che questa attenzione alla “continuità” sia un modo per andare incontro ai sentimenti delle madrine/padrini e all’affetto che possono averli legati non solo a quel bambino, ma alla comunità di cui faceva parte.
E infatti mi rendo conto, che nonostante gli anni passati, un pezzo del mio cuore sia rimasto legato in maniera indissolubile al progetto CHRAM, in cui era inserito Abuin. Peccato non aver più avuto la possibilità di seguire bambini appartenenti a quel progetto…

In ogni caso ora è arrivato nella mia vita David e questo solo conta.
Così prendo carta e penna e gli scrivo una letterina di presentazione, perché sappia chi sono quelle persone che lo seguono da lontano.
La invio a COOPI, insieme a delle foto, e avvisando che il Sostegno a Distanza continuerà con lui!

Ciao Robi, è stato un onore far parte di un pezzettino della tua vita…
Benvenuto David!
Spero che percorreremo insieme un pezzo di strada sereno.


venerdì 9 ottobre 2015

Il sogno di Robi e il muro della realtà

Nell’ultimo aggiornamento arrivato lo scorso luglio c’erano le lettere dei bambini, con i loro sogni e le loro speranze, i loro racconti e i loro disegni.
Robi è piccolo, non riesce ancora a scrivere da solo una lettera in francese da mandare a padrini lontani e così la sua lettera è scritta materialmente da una delle persone che lo seguono.
Ho visto le foto di Robi mentre guardava i nostri bigliettini e disegni e così lo immagino vicino al suo responsabile mentre insieme scrivono la sua risposta.

“Cosa vuoi dire ai tuoi padrini Robi? Raccontiamo come vivi? E cosa vuoi fare da grande?”
“Sì sì, voglio fare anche io l’ingegnere come il mio padrino!”

E così ecco le sue frasi trascritte per lui su carta, in bella copia:

Il sogno di Robi

Leggere quelle righe mi crea da un lato un grande piacere perché mi fan sperare che Robi voglia crescere e imparare cose belle, ma allo stesso tempo mi procura una piccola fitta al cuore, perché Robi abita in Repubblica Centrafricana dove da poco sono nuovamente ricominciate le violenze e l’assurdità della guerra civile.
Eppure, nonostante la tremenda esperienza della guerra, il sogno di un bambino è sempre quello... crescere e avere una vita felice!

Nonostante tutto nella lettera che gli disegno/scrivo provo a dirgli di seguire i suoi sogni perché è grazie a quelli che si può fare tanto anche per il paese in cui si vive:

Il sogno di Robi

A dire il vero, gli ultimi sviluppi in Centrafrica non mi fan ben sperare nemmeno che la mia lettera potrà essergli consegnata con facilità...
Come riportano gli articoli in rete delle associazioni:
«[...] la maggior parte delle organizzazioni umanitarie ha dovuto sospendere o ridurre le attività ed evacuare parte dello staff »

Facile ipotizzare che le lettere dei sostenitori siano quindi ora l’ultima preoccupazione, ed è giusto così.
L’unica cosa importante è che i bambini, le loro famiglie e gli operatori siano al sicuro. Ma anche per avere queste notizie si dovrà aspettare molto tempo...

Il confronto tra quel sogno infantile è così stridente con il muro della realtà della guerra e delle violenze nuovamente scoppiate in RCA.
L’unica speranza è che pian piano la follia che corre nel paese si plachi, il sogno diventi qualcosa di realizzabile e che mai si trasformi solo in un’utopia. 

lunedì 22 giugno 2015

E poi ci sono quelle sorprese...

E poi ci sono quelle sorprese che ti cambiano la giornata!
Siamo a giugno e il tempo di ricevere le lettere dei bambini si avvicina, ma non è ancora arrivato. L’attesa cresce, ma come sempre la pazienza deve dare un freno alla voglia di aprire la buca delle lettere ogni giorno sperando in un invio anticipato.
Ovviamente la mia pazienza non ha poi così tanta forza e rigorosamente ogni sera caccio il naso nella cassettina della posta per ritirarlo fuori un po’ deluso e con una vocina che gira in testa “te l’avevo detto... devi avere pazienza!!!”
Mi trattengo anche dallo scribacchiare mail moleste all'associazione sperando di avere qualche informazione in anticipo... si lo so che aspettare tranquilla sarebbe la cosa più normale, ma per quanto alleni la mia pazienza da 5 anni, credo di non averla ancora resa abbastanza forte da non farmi arrivare a luglio con la curiosità che saltella da tutte le parti...
E poi capitano quelle cose che non ti aspetti...
come aprire una mail e...:
«
mi hanno appena inviato le foto che sono state fatte a Robi quando gli hanno consegnato e letto la vostra lettera.
Le trovi in allegato

Ti riporto le parole di Trinidad:

Siamo andati tutti e tre in un prato e il referente della scuola ha letto la lettera al bambino (Robi parla Sango e gli è stato tradotto il contenuto dal francese).
Dovresti avere visto come era contento questo bimbo quando ha visto  i disegni di una tartaruga che i sostenitori stessi hanno fatto...
»

Apro immediatamente gli allegati e trovo una foto bellissima di Robi, seduto per terra nel prato, con in mano la letterina che gli avevamo spedito lo scorso febbraio e sul visetto un’espressione bellissima.
Ripenso a quando l’avevo scritta e a quando avevo pensato di attirare la sua attenzione facendo il disegno della tartarughina che vive con noi in casa, sperando che gli piacessero gli animali.
Che bello sapere che proprio quel piccolo disegnino lo avesse così divertito.
Dietro quella foto però non c’è solo la soddisfazione di averlo fatto sorridere con un disegno, ma c’è anche la contentezza di vederlo sereno nonostante la guerra e le terribili violenze che hanno imperversato in Repubblica Centrafricana.
Quella breve mail e le foto in allegato sono stata una sorpresa bellissima e carica di emozioni... la dimostrazione stessa di come sia possibile far sorridere un bambino dall'altra parte del mondo e sentirsi riscaldati da quel sorriso.


E poi ci sono quelle sorprese...

martedì 9 giugno 2015

Centrafrica, Trinidad e le notizie dal campo

Ormai lo so, la cosa che si deve imparare prima di ogni altra quando si ha attivato un’adozione a distanza, è la pazienza.
Gli aggiornamenti sono solo due all'anno e tendenzialmente non si chiedono notizie aggiuntive all'associazione che segue i bambini. Come potrebbero infatti rispondere ad ogni donatore che chiede informazioni ogni poco tempo? Finirebbero per passare le ore del giorno a rispondere alle domande invece che portare avanti le attività dell’associazione stessa.
Però ci sono dei casi in cui si può fare un piccolo strappo alla regola… quelli in cui il bambino che stai seguendo viva in un paese devastato da una guerra, dove il rischio di morte e aggressioni è altissimo.
Robi vive proprio in Repubblica Centrafricana e la preoccupazione che possa accadergli qualcosa (soprattutto dopo la scomparsa di Abuin un anno fa) si fa sentire ogni giorno.
Senza contare che le notizie che arrivano non sono sempre chiare e che bisogna rovistare in internet per trovare aggiornamenti perché, a quanto pare, la guerra in Repubblica Centrafricana ha l’abitudine di passare inosservata nei canali di informazione più comuni.
Così l’altro giorno ho deciso di scrivere a Diana, la ragazza che per COOPI si occupa del Sostegno a Distanza in RCA, e di chiederle notizie su cosa stia avvenendo realmente nel paese, soprattutto dopo la conferenza di pace che si è tenuta poco tempo fa e che crea un briciolo di speranza di serenità.
Come sempre la risposta alla mia domanda non tarda ad arrivare. Diana ha infatti contattato subito Trinidad, che è attualmente sul campo ed ecco le sue parole:
«
Alla nostra donatrice che ti ha scritto per chiederti informazioni puoi dire che la situazione in Centrafrica è molto migliorata anche se non si può dire che il paese sia tranquillo. Un mese fa, c'è stata una conferenza di pace che ha riunito i rappresentanti dei gruppi armati che hanno firmato un accordo di disarmo e di pace. Qualche giorno dopo questa conferenza, 357 bambini soldato sono stati liberati.

L'arrivo della missione di pace, i caschi blu, delle Nazione Unite ha contribuito a migliorare la situazione, almeno sul piano politico e di sicurezza perché la situazione economica è un disastro. Il Centrafrica era già, prima della crisi, il sesto paese meno sviluppato del mondo, secondo l'ONU, malgrado le risorse naturali di cui dispone (oro, diamanti, legno di buonissima qualità). La guerra tra i gruppi armati, le persecuzioni religiose tra le diverse comunità e l'insicurezza, che hanno causato migliaia di morti, hanno contribuito ad aumentare la miseria del 80% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà.

Nel 2013, il PIL della Centrafrica è calato del 37%. Circa un milione di persone sono fuggite dalle loro case (più o meno, 400.000 sono diventati rifugiati in altri paesi ed il resto sfollati interni). Il paese, adesso, è il terzo più povero del mondo. La metà delle scuole sono state distrutte, almeno 5.000 persone uccise, e non si conosce ancora quante persone, donne, bambini ed uomini, hanno subito abusi sessuali gravissimi.

Tutto questo per dirti che il sostegno che ricevono i nostri bambini è più necessario che mai, tra l'altro come il resto del lavoro che COOPI fa qui con le vittime della violenza, i rifugiati, gli sfollati, etc.

Grazie
A presto
Trinidad
»

Leggo e rileggo.
Non si tratta di notizie specifiche sul bambino e sulla struttura che lo segue, ma almeno sono notizie che arrivano direttamente dal paese e, se chi è lì ora, definisce la “situazione molto migliorata anche se non si può dire che il paese sia tranquillo” vuol dire che si può sperare che la follia omicida che ne ha percorso le strade si stia placando.
Tra un mese dovrebbe arrivarmi anche l’aggiornamento specifico su Robi e saprò se è al sicuro con la sua mamma, ma sono certa che se ci fossero stati dei problemi Diana mi avrebbe avvisata subito.

Notizie dal Centrafrica?

mercoledì 18 febbraio 2015

Non ci sono scuse

Come ogni febbraio mi trovo a preparare lettere e biglietti per i bimbi.
Devo ammettere che, da quando è cambiata la gestione degli aggiornamenti, faccio un po’ più fatica ad inventar cose nuove da raccontare per creare letterine carine.
L’aggiornamento di gennaio infatti non contiene loro lettere, ma la fotografia e un aggiornamento generale dei progetti del paese in cui loro vivono… e nessuna lettera vuol dire in poche parole “nulla a cui rispondere”, ma solo qualcosa di nuovo da inventare.
Per fortuna con l’aggiornamento di agosto arriveranno invece i loro disegni e racconti e quindi rispondere sarà molto più facile.
La possibilità di “non scrivere per una volta” decisamente non mi sfiora. Ho sempre pensato che ogni bambino abbia il diritto di ricevere la propria lettera e che per nessun motivo si debba a venir a creare la situazione che tutti i compagni ricevano qualcosa e loro no.
Ma dopo la lettera di Luisa dello scorso agosto ho capito che non si tratta solo di un “non fare diseguaglianze”, bensì del rispondere ad una vera attesa che loro provano.
Le sue parole mi girano sempre in mente:

Lettera Luisa

Quindi, difficoltà o no di ideare nuove storie, quelle lettere devono arrivare a destinazione.
E non regge nemmeno il discorso di “mannaggia non ho tempo, non ce la faccio proprio”.
Posso dire per esperienza che se si vuole quel tempo lo si trova, anche se si è nel bel mezzo di un trasloco di casa, o con tempi stretti a lavoro o addirittura con problemi di salute da farti finire in ospedale in terapia del dolore.
In poche parole: NON CI SONO SCUSE!

martedì 20 gennaio 2015

Sempre un'emozione

Ogni volta che arrivo a casa e vedo nella buca delle lettere la busta di COOPI è sempre un'emozione.
Certo di lettere ne arrivano molte, anche da COOPI stessa, ma la lettera con l'aggiornamento dei bambini ha un formato particolare e basta vederla, lì nella cassettina, per sapere cosa contenga.
Oggi è arrivata quella di Robi!
Quella di Luisa è invece ancora in viaggio, ma di certo si tratta ormai di pochi giorni e anche lei sarà nelle mie mani.

L'aggiornamento di gennaio (sì lo so l'associazione lo considera di dicembre quando lo spediscono, ma a me arriva sempre a gennaio...) non è direttamente specifico sul bambino, tranne che per la sua bella foto.
Eccolo lì, Robi, con i suoi pantaloni un po' corti e la giacchina con il cappuccio calato sulla testa. Lo sguardo sempre un po' triste di chi dovrebbe poter passare il tempo a giocare con i compagni e invece deve far i conti con una guerra assurda creata da quelli che si ritengono “gli adulti” “i grandi”. Un bambino di pochi anni non dovrebbe nemmeno sapere cosa significa il termine guerra, figuriamoci viverci dentro... come si può stupirsi del suo sguardo triste anche se tanto tanto dolce?
Le notizie che leggo sulla scheda aggiornata dei progetti in RCA non sono purtroppo molto confortanti. Gli scontri continuano e la vita serena è più che altro un miraggio. Ma per fortuna i centri cercano di portar avanti le loro attività, anche se in maniera ridotta.
A quanto pare negli ultimi mesi nessun bambino seguito dai centri COOPI è più “scomparso”, così come era invece avvenuto a inizio anno quando molti erano fuggiti con le loro famiglie, così come aveva fatto anche Abuin.
Ci sono stati però vari casi di malattie gravi, come tubercolosi o anemia falciforme, o bambini in attesa di interventi chirurgici. Per fortuna il Sostegno a Distanza serve anche a dar a questi piccoli le cure mediche di cui necessitano, oltre che a garantir loro l'istruzione e gli aiuti alimentari.
Nonostante la guerra stia rubando a questi bimbi la possibilità di una vita normale, i centri cercano di portar avanti il loro impegno e poco importa se il rendimento scolastico degli studenti è stato basso quest'anno (come si fa a concentrarsi col terrore di chi sa che si è in costante rischio di aggressioni?) o se non si è potuto destinare fondi a materiale ludico e a momenti di gioco. L'importante è che le scuole siano state riaperte, che i bambini siano stati curati e che ci siano persone che ogni giorno li aiutino a imparare che un altro mondo è possibile e che bisogna impegnarsi fin da piccoli per renderlo migliore.
Tutta la mia ammirazione va a queste persone!
Che giorno dopo giorno dedicano la loro vita a far crescere quei bambini che domani saranno “gli adulti”, si spera più saggi di quelli attuali, e che potranno decidere che mondo vorranno costruire portando con sé quell'insegnamento che gli è stato donato con tanta dedizione.

Quella lettera è sempre un'emozione

giovedì 30 ottobre 2014

La felicità è un dono - #ioadottoadistanza

Eccovi il video:
La felicità è un dono
creato per la nuova campagna #ioadottoadistanza di +COOPI - ONG, Onlus .
Guardatelo!
È molto bello e aiuta a riflettere un po’ su ciò che è realmente importante e su come utilizziamo il nostro tempo e le nostre possibilità… 

Buona visione!


mercoledì 29 ottobre 2014

Il piacere del trovarsi insieme... #ioadottoadistanza

È per me sempre un piacere il poter incontrare i ragazzi di COOPI, l’associazione che segue i bambini che ho adottato a distanza.
Si parla, si racconta, ci si confronta, insomma in poche parole si porta avanti insieme qualcosa in cui si crede.
Certo… ovvio… loro lo fanno ogni giorno… ma per chi come me riesce a dare il suo piccolo contributo “da casa” è sicuramente un momento in cui fare qualche cosina di più.
L’occasione è stata la presentazione del video “La felicità è un dono” che porterà avanti la campagna Natalizia di COOPI per il Sostegno a Distanza, sotto il motto chiaro e conciso “#ioadottoadistanza”.
Certo alcune cose dette sul SaD erano anche cose già conosciute, ma che personalmente amo sentir ripetere, quasi a memento costante di ciò che è vero e importante per un SaD portato avanti con attenzione e dedizione verso le realtà in cui si viene ad inserire.
Come ad esempio la base fondamentale dell’aiuto alla comunità intera dei bambini seguiti, senza discriminazione tra un bambino e l’altro.
Non esiste il “aiuto te e non lui”, ma solo la distribuzione equa e giusta tra i molti bimbi seguiti nell’intero progetto e quindi, automaticamente, per l’intera comunità di cui fanno parte.
Lo sapevo? Sì certo, ma certe cose è sempre bene ricordarle e tenerle vivide nella mente!!!
Di sicuro però i racconti di altri donatori, il loro trasporto per i progetti che hanno seguito (come la costruzione di scuole in Sierra Leone) ed il loro viaggio per toccare con mano i frutti del loro impegno, sono stati un momento molto interessante. Perché è nel guardare e comprendere l’impegno degli altri, che possiamo capire quanto possiamo migliorare il nostro.
Di certo l’ascoltare la loro storia mi ha fatto porre alcune domande personali, a cui spero di dare presto nuove risposte.

Un grande grazie di cuore alle ragazze di COOPI, che mi han permesso di raccontare anche la mia piccola esperienza e il mio piccolo impegno.
So che è ben poco, ma se il mio raccontino avrà anche solo incuriosito un poco qualcuno allora sarà stato utile a sua volta.

Quello che ho voluto raccontare ieri sera all’incontro di COOPI, che continuo a confermare, e che cerco con tutti i piccoli testi del diario di dire, è che un’adozione a distanza non è solo una semplice donazione per un progetto utile… ma molto di più!
Perché permette di comprendere e seguire passo passo i frutti di quel nostro piccolo impegno e di vederli attraverso gli occhi dei bambini e dei loro sorrisi.
E perché oltre a render felici loro, ha il grande pregio di fare a noi sostenitori un dono ancora più grande:
la felicità di sapere che il nostro impegno, il nostro tempo e il nostro piccolo contributo economico, è stato speso per qualcosa di veramente importante… il miglioramento della qualità di vita dei bambini, dei loro genitori, di coloro che vivono vicino a loro… in una parola sola… di una comunità!

La felicità è un dono - #ioadottoadistanza

lunedì 15 settembre 2014

Dimenticata...

Come sempre la lettera ricevuta da Luisa mi ha fatto molto riflettere.
C'è sì il racconto delle sue giornate e dei suoi sogni, ma una delle prime frasi è chiara e semplice:
sono emozionata per aver ricevuto la tua lettera, avevo pensato che mi avessi dimenticata ed ero molto triste, ma ora sono super felice
Eccolo lì... un ritardo nella consegna delle lettere ed ecco il suo timore di non riceverne.
Questa sua frase mi ha fatto capire quanto per i bambini siano importanti le lettere dei padrini e delle madrine.
Perché un'adozione a distanza può diventare un vero rapporto di amicizia e di affetto. Tutto dipende da noi e dal nostro desiderio di essere loro vicini.
Il sostegno economico per l'istruzione e una crescita sicura non è il solo sostegno che possiamo dare. Anzi questa è solo una piccola parte di quello che è un Sostegno a Distanza.

Con le lettere, che si susseguono anno dopo anno, possiamo far sentire loro quanto siano realmente importanti, quanto li stimiamo e quanto vogliamo loro bene.


Il disegno di Luisa

lunedì 28 luglio 2014

Ed eccola lì

Torno a casa da una giornata particolarmente faticosa.
Sono stanca e dolorante per alcuni problemi di salute, l’unica cosa a cui penso è di riposare un poco e far calmare le forti fitte che continuano ad arrivarmi sulla schiena.
Arrivata nel vialetto di casa guardo oltre il portoncino di vetro. Come d’abitudine punto lo sguardo sulla mia buca delle lettere, anch’essa di vetro, e vedo all’interno una busta principalmente bianca con l’inconfondibile bordo colorato di verde e azzurro.
E il mio umore cambia radicalmente!!!
“Ecco finalmente le notizie del bimbo o bimba!” esclamo senza aver ancora aperto il portoncino.
C. cammina vicino a me e mi guarda con un’aria più che altro interrogativa “e come fai a dirlo???”
“Ho visto la lettera, guarda là dentro” e indico una busta in una buca oltre la porta davanti a noi.
Poco dopo la busta è nelle nostre mani “eheheheh eccola qua!”

Arriviamo in casa e la apriamo insieme. Sono felice che sia arrivata oggi che c’è anche C. con me, in fondo quella busta è mia tanto quanto sua.
Dentro c’è la foto di un bambino carinissimo di 6 anni, tutto vestito bene, forse per l’occasione della foto.
Il suo sguardo mi ricorda quello della prima foto di Luisa, uno sguardo serio e triste, quasi disilluso. Il commento di C. racchiude tutte le impressioni in una frase sola:
Ha lo sguardo di un bambino che dovrebbe giocare di più!
Già!
A 6 anni si ha voglia di giocare con gli amichetti, magari di combinare qualche marachella e di iniziare ad andare a scuola, anche se come per molti bimbi quella scuola all'inizio sembra quasi un po’ antipatica... perché ruba il tempo al gioco.
Ma in RCA tutto questo è oscurato non solo dalla povertà e dalle difficoltà della vita quotidiana... è oscurato dalla guerra...

Leggo la scheda del piccolo.
Vive in una zona diversa da quella in cui viveva Abuin. Si trova infatti in un paese ad alcune ore di auto da Bangui, la capitale.
A quanto leggo in quest’area l’associazione che lo segue sta portando avanti principalmente un discorso legato all'istruzione, quindi alla scuola e a tutto ciò che può ruotarle attorno.
Come sempre il sostegno darà un pacco alimentare mensile al piccolo e alla sua famiglia, e pagherà le tasse scolastiche, gli stipendi dei docenti e fornirà tutto il necessario per imparare, come quaderni, lavagnetta, gessi, penne, matite. Oltre a scarpe e vestiti e un bel completo per lo sport.
Sì lo sport! Che qui ha ancora quel significato vero e nobile di aggregazione e amicizia tra i bambini!!! oltre alla sua importanza per la salute ovviamente.

Leggo e rileggo le informazioni e spero con tutto il cuore che questo piccolo aiuto possa dare a quel bambino la speranza e la possibilità di diventare un uomo desideroso di pace e di migliorare la sua stessa vita, quella della sua famiglia, dei suoi amici e, perché no?, del suo stesso paese!

Come sempre non scriverò il vero nome del bimbo, ma d’ora in poi lo chiamerò semplicemente Robi.
Quindi... Ben venuto Robi!

Siamo veramente onorati e felici di conoscerti!!!

Ed eccola lì... lo sguardo di Robi

domenica 13 luglio 2014

Aspettando di conoscere quel nome

Dopo la notizia della scomparsa di Abuin e la conseguente fine della sua adozione, ho chiesto all'associazione di girare il mio piccolo aiuto ad un altro bambino sempre in Repubblica Centrafricana.
La situazione nel paese è sempre più grave.
Cerco di tenermi un po' aggiornata leggendo le varie notizie che arrivano dalle associazioni che continuano a operare nonostante la guerra e le violenze, ma credo che per chi vive fin dalla nascita in un paese in pace sia praticamente impossibile comprendere appieno le atrocità che vengono commesse in situazioni come quelle in RCA.
I bambini rimasti orfani e quelli “trasformati” in piccoli soldati sono tantissimi. Bambini che dovrebbero preoccuparsi solo di giocare, andare a scuola, sognare, sperare di crearsi una vita serena in un luogo pacifico, si trovano invece a dover diventare uomini e donne cresciuti troppo in fretta, con gli occhi pieni di immagini di morte e dolore.
Come potersi stupire se molti di loro cercano disperatamente la fuga con qualunque mezzo da situazioni del genere???
L'aiuto che possiamo mandare da qui sostenendo le associazioni che, nonostante le aggressioni e il costante pericolo, continuano a cercare di proteggerli e a creare con loro e per loro un po' di pace, è forse un piccolissima goccia... ma comunque sia è un aiuto, forse piccolo e insignificante, ma è un aiuto e anche se solo un persona potrà trarne beneficio allora sarà stato ben utilizzato e avrà avuto senso l'essere stato donato.
Non conosco ancora il nome e la storia del bambino che riceverà il mio piccolo aiuto, non so se quell'aiuto potrà dargli la possibilità di trovare un poco di serenità e protezione permettendogli di ritrovare un po' della sua fanciullezza. Difficile anche solo sperare una cosa del genere per un bambino che vive in un paese dilaniato dalla guerra. Ma per lo meno gli garantirà un pasto e una speranza.
Per il resto posso solo sperare che la follia che sta sconvolgendo la vita di troppi innocenti possa finire e tramutarsi in pace.
Quella pace che noi, che abbiamo il grande privilegio di goderne, diamo così per scontata da essere spesso troppo ciechi per capire chi non ce l'ha.

un piccolissima goccia...
 

venerdì 23 maggio 2014

ciao ABUIN !

ciao ABUIN!

è di pochi giorni fa la telefonata di COOPI... non hanno più modo di trovare Abuin, il ragazzino che sostengo in Repubblica Centrafricana.
Non va più al centro Chram... non è più a casa sua...
La speranza è che sia riuscito a fuggire con la famiglia da quella guerra assurda e fratricida che sta sconvolgendo il suo paese, trasformando un'esistenza pacifica in un orrore atroce.
Vorrei fare mille domande alla ragazza che mi ha telefonato per cercare di avere un po' più di notizie, ma so che è impossibile avere risposta.
Le chiedo solo, se mai avranno ancora sue notizie, di avvisarmi immediatamente.
Per il resto posso solo sperare...

ciao Abuin... resterai sempre nel mio cuore