martedì 9 giugno 2015

Centrafrica, Trinidad e le notizie dal campo

Ormai lo so, la cosa che si deve imparare prima di ogni altra quando si ha attivato un’adozione a distanza, è la pazienza.
Gli aggiornamenti sono solo due all'anno e tendenzialmente non si chiedono notizie aggiuntive all'associazione che segue i bambini. Come potrebbero infatti rispondere ad ogni donatore che chiede informazioni ogni poco tempo? Finirebbero per passare le ore del giorno a rispondere alle domande invece che portare avanti le attività dell’associazione stessa.
Però ci sono dei casi in cui si può fare un piccolo strappo alla regola… quelli in cui il bambino che stai seguendo viva in un paese devastato da una guerra, dove il rischio di morte e aggressioni è altissimo.
Robi vive proprio in Repubblica Centrafricana e la preoccupazione che possa accadergli qualcosa (soprattutto dopo la scomparsa di Abuin un anno fa) si fa sentire ogni giorno.
Senza contare che le notizie che arrivano non sono sempre chiare e che bisogna rovistare in internet per trovare aggiornamenti perché, a quanto pare, la guerra in Repubblica Centrafricana ha l’abitudine di passare inosservata nei canali di informazione più comuni.
Così l’altro giorno ho deciso di scrivere a Diana, la ragazza che per COOPI si occupa del Sostegno a Distanza in RCA, e di chiederle notizie su cosa stia avvenendo realmente nel paese, soprattutto dopo la conferenza di pace che si è tenuta poco tempo fa e che crea un briciolo di speranza di serenità.
Come sempre la risposta alla mia domanda non tarda ad arrivare. Diana ha infatti contattato subito Trinidad, che è attualmente sul campo ed ecco le sue parole:
«
Alla nostra donatrice che ti ha scritto per chiederti informazioni puoi dire che la situazione in Centrafrica è molto migliorata anche se non si può dire che il paese sia tranquillo. Un mese fa, c'è stata una conferenza di pace che ha riunito i rappresentanti dei gruppi armati che hanno firmato un accordo di disarmo e di pace. Qualche giorno dopo questa conferenza, 357 bambini soldato sono stati liberati.

L'arrivo della missione di pace, i caschi blu, delle Nazione Unite ha contribuito a migliorare la situazione, almeno sul piano politico e di sicurezza perché la situazione economica è un disastro. Il Centrafrica era già, prima della crisi, il sesto paese meno sviluppato del mondo, secondo l'ONU, malgrado le risorse naturali di cui dispone (oro, diamanti, legno di buonissima qualità). La guerra tra i gruppi armati, le persecuzioni religiose tra le diverse comunità e l'insicurezza, che hanno causato migliaia di morti, hanno contribuito ad aumentare la miseria del 80% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà.

Nel 2013, il PIL della Centrafrica è calato del 37%. Circa un milione di persone sono fuggite dalle loro case (più o meno, 400.000 sono diventati rifugiati in altri paesi ed il resto sfollati interni). Il paese, adesso, è il terzo più povero del mondo. La metà delle scuole sono state distrutte, almeno 5.000 persone uccise, e non si conosce ancora quante persone, donne, bambini ed uomini, hanno subito abusi sessuali gravissimi.

Tutto questo per dirti che il sostegno che ricevono i nostri bambini è più necessario che mai, tra l'altro come il resto del lavoro che COOPI fa qui con le vittime della violenza, i rifugiati, gli sfollati, etc.

Grazie
A presto
Trinidad
»

Leggo e rileggo.
Non si tratta di notizie specifiche sul bambino e sulla struttura che lo segue, ma almeno sono notizie che arrivano direttamente dal paese e, se chi è lì ora, definisce la “situazione molto migliorata anche se non si può dire che il paese sia tranquillo” vuol dire che si può sperare che la follia omicida che ne ha percorso le strade si stia placando.
Tra un mese dovrebbe arrivarmi anche l’aggiornamento specifico su Robi e saprò se è al sicuro con la sua mamma, ma sono certa che se ci fossero stati dei problemi Diana mi avrebbe avvisata subito.

Notizie dal Centrafrica?

mercoledì 18 febbraio 2015

Non ci sono scuse

Come ogni febbraio mi trovo a preparare lettere e biglietti per i bimbi.
Devo ammettere che, da quando è cambiata la gestione degli aggiornamenti, faccio un po’ più fatica ad inventar cose nuove da raccontare per creare letterine carine.
L’aggiornamento di gennaio infatti non contiene loro lettere, ma la fotografia e un aggiornamento generale dei progetti del paese in cui loro vivono… e nessuna lettera vuol dire in poche parole “nulla a cui rispondere”, ma solo qualcosa di nuovo da inventare.
Per fortuna con l’aggiornamento di agosto arriveranno invece i loro disegni e racconti e quindi rispondere sarà molto più facile.
La possibilità di “non scrivere per una volta” decisamente non mi sfiora. Ho sempre pensato che ogni bambino abbia il diritto di ricevere la propria lettera e che per nessun motivo si debba a venir a creare la situazione che tutti i compagni ricevano qualcosa e loro no.
Ma dopo la lettera di Luisa dello scorso agosto ho capito che non si tratta solo di un “non fare diseguaglianze”, bensì del rispondere ad una vera attesa che loro provano.
Le sue parole mi girano sempre in mente:

Lettera Luisa

Quindi, difficoltà o no di ideare nuove storie, quelle lettere devono arrivare a destinazione.
E non regge nemmeno il discorso di “mannaggia non ho tempo, non ce la faccio proprio”.
Posso dire per esperienza che se si vuole quel tempo lo si trova, anche se si è nel bel mezzo di un trasloco di casa, o con tempi stretti a lavoro o addirittura con problemi di salute da farti finire in ospedale in terapia del dolore.
In poche parole: NON CI SONO SCUSE!

martedì 20 gennaio 2015

Sempre un'emozione

Ogni volta che arrivo a casa e vedo nella buca delle lettere la busta di COOPI è sempre un'emozione.
Certo di lettere ne arrivano molte, anche da COOPI stessa, ma la lettera con l'aggiornamento dei bambini ha un formato particolare e basta vederla, lì nella cassettina, per sapere cosa contenga.
Oggi è arrivata quella di Robi!
Quella di Luisa è invece ancora in viaggio, ma di certo si tratta ormai di pochi giorni e anche lei sarà nelle mie mani.

L'aggiornamento di gennaio (sì lo so l'associazione lo considera di dicembre quando lo spediscono, ma a me arriva sempre a gennaio...) non è direttamente specifico sul bambino, tranne che per la sua bella foto.
Eccolo lì, Robi, con i suoi pantaloni un po' corti e la giacchina con il cappuccio calato sulla testa. Lo sguardo sempre un po' triste di chi dovrebbe poter passare il tempo a giocare con i compagni e invece deve far i conti con una guerra assurda creata da quelli che si ritengono “gli adulti” “i grandi”. Un bambino di pochi anni non dovrebbe nemmeno sapere cosa significa il termine guerra, figuriamoci viverci dentro... come si può stupirsi del suo sguardo triste anche se tanto tanto dolce?
Le notizie che leggo sulla scheda aggiornata dei progetti in RCA non sono purtroppo molto confortanti. Gli scontri continuano e la vita serena è più che altro un miraggio. Ma per fortuna i centri cercano di portar avanti le loro attività, anche se in maniera ridotta.
A quanto pare negli ultimi mesi nessun bambino seguito dai centri COOPI è più “scomparso”, così come era invece avvenuto a inizio anno quando molti erano fuggiti con le loro famiglie, così come aveva fatto anche Abuin.
Ci sono stati però vari casi di malattie gravi, come tubercolosi o anemia falciforme, o bambini in attesa di interventi chirurgici. Per fortuna il Sostegno a Distanza serve anche a dar a questi piccoli le cure mediche di cui necessitano, oltre che a garantir loro l'istruzione e gli aiuti alimentari.
Nonostante la guerra stia rubando a questi bimbi la possibilità di una vita normale, i centri cercano di portar avanti il loro impegno e poco importa se il rendimento scolastico degli studenti è stato basso quest'anno (come si fa a concentrarsi col terrore di chi sa che si è in costante rischio di aggressioni?) o se non si è potuto destinare fondi a materiale ludico e a momenti di gioco. L'importante è che le scuole siano state riaperte, che i bambini siano stati curati e che ci siano persone che ogni giorno li aiutino a imparare che un altro mondo è possibile e che bisogna impegnarsi fin da piccoli per renderlo migliore.
Tutta la mia ammirazione va a queste persone!
Che giorno dopo giorno dedicano la loro vita a far crescere quei bambini che domani saranno “gli adulti”, si spera più saggi di quelli attuali, e che potranno decidere che mondo vorranno costruire portando con sé quell'insegnamento che gli è stato donato con tanta dedizione.

Quella lettera è sempre un'emozione