lunedì 5 giugno 2017

Quella notizia che non ti aspetti

Pensavo di riprendere a scrivere raccontando le ultime notizie di Luisa e Robi, ma proprio in questi giorni è arrivata una lettera inaspettata…
Robi si è trasferito con la famiglia a Bangui, in una zona non raggiungibile dagli operatori di COOPI, e di conseguenza il sostegno a distanza non potrà continuare.

Al posto delle notizie su di lui, trovo i dati e la foto di un nuovo ragazzino: David (ovviamente anche questo è un nome di fantasia).

Quella notizia che non ti aspetti - Ciao Robi!

Devo essere sincera… non mi aspettavo questa notizia.
Spero che il cambiamento per Robi implichi un miglioramento delle sue condizioni di vita… magari la mamma o i nonni hanno trovato un lavoro… ma di sicuro il fatto che si sia trasferito in Bangui mi lascia con addosso un po’ di amaro in bocca perché troppo spesso sono arrivate notizie di scontri o problemi.
Forse in maniera illusoria, ho sempre avuto la sensazione che la zona in cui ha vissuto fino ad ora fosse un poco più sicura…
In ogni caso non posso fare nulla per cambiare questa situazione, se non prenderne atto e augurargli con tutto il cuore una vita serena, che gli permetta di crescere nel suo paese e migliorare la condizione di vita sua e della sua famiglia.

Guardo la foto di David.
È un ragazzino dallo sguardo gentile, ben vestito e sistemato come sempre avviene per le foto dedicate alle madrine/padrini. A volte guardando queste foto mi chiedo se sia sempre così, o come sarebbe vedere una loro foto dopo magari una giornata di giochi, o di lavoro…
Il suo progetto è la stessa scuola che frequentava Robi. Un progetto interessante dedicato all’istruzione, l’unica vera fonte di miglioramento per ogni persona!
Scopro così che ora, quando un bambino esce dal progetto di Sostegno a Distanza, COOPI propone ai donatori un bambino del suo stesso progetto, o almeno della sua stessa nazione.
Anche se in fondo è vero che non c’è differenza tra un bambino e un altro sostenuto a distanza, credo che questa attenzione alla “continuità” sia un modo per andare incontro ai sentimenti delle madrine/padrini e all’affetto che possono averli legati non solo a quel bambino, ma alla comunità di cui faceva parte.
E infatti mi rendo conto, che nonostante gli anni passati, un pezzo del mio cuore sia rimasto legato in maniera indissolubile al progetto CHRAM, in cui era inserito Abuin. Peccato non aver più avuto la possibilità di seguire bambini appartenenti a quel progetto…

In ogni caso ora è arrivato nella mia vita David e questo solo conta.
Così prendo carta e penna e gli scrivo una letterina di presentazione, perché sappia chi sono quelle persone che lo seguono da lontano.
La invio a COOPI, insieme a delle foto, e avvisando che il Sostegno a Distanza continuerà con lui!

Ciao Robi, è stato un onore far parte di un pezzettino della tua vita…
Benvenuto David!
Spero che percorreremo insieme un pezzo di strada sereno.


giovedì 11 maggio 2017

Il tempo passa

Piano piano il tempo passa… le cose cambiano… magari non si scrive da un po’… non si danno notizie…
Ma che succede?
Forse le adozioni a distanza di cui vi ho parlato per tanto tempo si sono interrotte?
Assolutamente no!
Semplicemente alcune vicissitudini della vita mi han portata lontana da queste pagine per un po’…
Ma ora spero di poter tornare a raccontarvi come continuano le adozioni e cosa accade a Luisa e Robi!


venerdì 9 ottobre 2015

Il sogno di Robi e il muro della realtà

Nell’ultimo aggiornamento arrivato lo scorso luglio c’erano le lettere dei bambini, con i loro sogni e le loro speranze, i loro racconti e i loro disegni.
Robi è piccolo, non riesce ancora a scrivere da solo una lettera in francese da mandare a padrini lontani e così la sua lettera è scritta materialmente da una delle persone che lo seguono.
Ho visto le foto di Robi mentre guardava i nostri bigliettini e disegni e così lo immagino vicino al suo responsabile mentre insieme scrivono la sua risposta.

“Cosa vuoi dire ai tuoi padrini Robi? Raccontiamo come vivi? E cosa vuoi fare da grande?”
“Sì sì, voglio fare anche io l’ingegnere come il mio padrino!”

E così ecco le sue frasi trascritte per lui su carta, in bella copia:

Il sogno di Robi

Leggere quelle righe mi crea da un lato un grande piacere perché mi fan sperare che Robi voglia crescere e imparare cose belle, ma allo stesso tempo mi procura una piccola fitta al cuore, perché Robi abita in Repubblica Centrafricana dove da poco sono nuovamente ricominciate le violenze e l’assurdità della guerra civile.
Eppure, nonostante la tremenda esperienza della guerra, il sogno di un bambino è sempre quello... crescere e avere una vita felice!

Nonostante tutto nella lettera che gli disegno/scrivo provo a dirgli di seguire i suoi sogni perché è grazie a quelli che si può fare tanto anche per il paese in cui si vive:

Il sogno di Robi

A dire il vero, gli ultimi sviluppi in Centrafrica non mi fan ben sperare nemmeno che la mia lettera potrà essergli consegnata con facilità...
Come riportano gli articoli in rete delle associazioni:
«[...] la maggior parte delle organizzazioni umanitarie ha dovuto sospendere o ridurre le attività ed evacuare parte dello staff »

Facile ipotizzare che le lettere dei sostenitori siano quindi ora l’ultima preoccupazione, ed è giusto così.
L’unica cosa importante è che i bambini, le loro famiglie e gli operatori siano al sicuro. Ma anche per avere queste notizie si dovrà aspettare molto tempo...

Il confronto tra quel sogno infantile è così stridente con il muro della realtà della guerra e delle violenze nuovamente scoppiate in RCA.
L’unica speranza è che pian piano la follia che corre nel paese si plachi, il sogno diventi qualcosa di realizzabile e che mai si trasformi solo in un’utopia.