lunedì 10 gennaio 2011

Cara Luisa ti scrivo

Voglio mandare a Luisa una bella letterina per presentarle chi sono le persone che hanno deciso di diventare le sue madrine.
Fortunatamente sto facendo un corso di spagnolo e potrò chiedere all'insegnante una “correzione” degli strafalcioni che riuscirò ad ideare...
Per ora cerco il modo di rendere la lettera colorata e simpatica, insomma qualcosa che le possa piacerle, ma... cosa piace a una ragazzina di 13 anni che vive in Perù?
Non ne ho idea... e non vorrei metterle dei disegnini che le possano sembrare per bimbetti piccoli. Così rovisto su internet e trovo qualche bello smile colorato e gioioso, un po’ di fiori e, visto che la lettera le arriverà poco dopo il suo compleanno, anche un po’ di palloncini a festa.
La prima lettera è abbastanza facile in fondo. Le racconto di me e di mia mamma, visto che entrambe siamo le sue madrine, le spiego dove viviamo e che siamo felici di conoscerla e concludo con gli auguri di compleanno e i saluti per lei e tutti i suoi cari.
Ok, questa volta me la sono cavata, ma incrocio le dita perché mi risponda qualcosa per le prossime lettere, così avrò nuovi argomenti da tirar fuori.
Soprattutto incrocio le dita perché abbia voglia di scriverci perché questa è (giustamente) una libera decisione lasciata al bambino/ragazzino. Se se la sentirà, scriverà, ma se non se la sentirà sarà giusto accettarle la sua scelta, anche se... confesso... mi piacerebbe tanto sapere qualcosa direttamente da lei!

sabato 1 gennaio 2011

Chiacchierare serve

Non c’è niente da fare... sono così contenta per l’arrivo nella mia vita di Luisa, che lo racconto ad amici a parenti.
“ciao, come va? Che mi racconti?” “tutto bene! ho adottato una bambina a distanza”
Ecco più o meno questo è il tenore delle mie attuali conversazioni.
Ovviamente c’è chi mi dice “bah, cosa vuoi che serva, io a quelle cose non ci credo”.
Altri che sogghignando dichiarano “ecco brava, aiuta tu un po’ anche per me”
Molti dicono semplicemente che è una bella idea, ma qualcuno dice poche parole che mi rendono felice:
“anche io mi sto interessando, mi giri le informazioni? Così cerco di capire un po’ di più”
Già, parlando di aiuti e sostegni non si può mai convincere qualcuno a fare qualcosa che non si sente di fare, ma si può dare quell'ultima informazione che stanno cercando per fare una cosa che stavano solo rimandando.
La decisione parte da ognuno di noi, ma a volte gli altri possono davvero essere un buon mezzo per trovare le informazioni che ci occorrono.
Credo sia per questa convinzione che ho deciso di trascrivere i miei appunti e i miei pensieri in questi testi.
Chissà che qualcuno, leggendoli, non trovi proprio quell'ultima informazione che stava cercando... 

venerdì 10 dicembre 2010

La Casa de Panchita

Man mano che passano i giorni cerco sempre più notizie per capire quale sia la situazione in cui vive Luisa.
Il progetto si chiama “La Casa de Panchita” e come recita la descrizione dell’associazione stessa:
Casa de Panchita, facciata
foto di COOPI
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La Casa de Panchita è un centro di accoglienza diurno per bambine, ragazze e donne che lavorano come domestiche. Il Centro è gestito dall'Associazione Gruppo di Lavoro in Rete (Asociación Grupo de Trabajo Redes), nata a Lima nel 1989 per promuovere e tutelare i diritti delle persone emarginate ed escluse.
La Casa de Panchita assicura accoglienza alle donne lavoratrici di ogni età.
Per quanto riguarda le bambine e i bambini, attraverso il gioco intende promuovere l'autostima, le buone abitudini sociali e l'istruzione.
L'associazione svolge inoltre attività di sensibilizzazione presso le famiglie, affinché siano consapevoli che per il futuro dei loro bambini l'acquisizione di un buon capitale educativo è molto più utile di un lavoretto per avere un po’ di cibo o una piccola mancia; offre sostegno psico-sociale alle bambine e alle donne che spesso hanno subito violenza sul lavoro o in famiglia e organizza laboratori finalizzati al rafforzamento dell'autostima alla consapevolezza dei propri diritti e al superamento dei traumi.
Casa de Panchita
foto di COOPI

Malnutrizione, basso livello di istruzione, carenza affettiva e impossibilità di avere tempo per giocare sono tra i problemi maggiori e più diffusi tra i bambini che lavorano come domestici.

Con il tuo sostegno a distanza garantisci a una bambina il diritto all'istruzione e al cibo. La bambina riceverà infatti l'uniforme e il materiale scolastico indispensabili per andare a scuola e assistenza nutrizionale. Inoltre, i suoi genitori saranno sensibilizzati sulle loro responsabilità e sui diritti della bambina.
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Decisamente un progetto che mi piace e che condivido.
Non posso che ritenermi soddisfatta e felice di poter, anche se in piccola parte, contribuire alla sua realizzazione.


Ovviamente, insieme a queste notizie trovo anche foto e filmati, un po’ sul sito specifico (http://adottareadistanza.coopi.org/peru) e un po’ cercando su youtube nel canale di COOPI (http://www.youtube.com/user/COOPIchannel).
In questo modo riesco a capire qualcosina di più sia suo progetto, che sulla realtà sociale in cui vive.

Scheda Casa de Panchita