venerdì 18 gennaio 2013

Crisi in Repubblica Centrafricana

Sto tenendo d’occhio le notizie che arrivano dalla Repubblica Centrafricana:

Le prime righe dell’articolo recitano:
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Dagli inizi di dicembre, la Repubblica Centrafricana sta vivendo un periodo di grande tensione politica: alcune fazioni anti-governative, riunite nell'Alleanza (la "Séléka"), hanno iniziato a conquistare militarmente il Paese, fermandosi minacciosamente alle porte della capitale, Bangui. Nonostante gli accordi per risolvere pacificamente il conflitto, che si sono svolti in Gabon pochi giorni fa, il futuro appare ancora incerto.
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La situazione non è delle migliori e quindi preferisco chiedere in ufficio a COOPI qualche informazione in più.
Diana, la ragazza che si occupa del SaD, mi risponde come sempre velocissima e esauriente.
A quanto pare nelle settimane scorse ci sono stati dei negoziati di pace e la situazione è abbastanza tranquilla.
I centri COOPI nella capitale han continuato le loro attività e i bambini sono andati a scuola evitando solo escursioni fuori da Bangui.
Questo mi rassicura un poco per Abuin e la sua famiglia.
Spero che tutto torni alla normalità il prima possibile.

martedì 30 ottobre 2012

Quella risposta in una tazza di thé

Questo testo è stato da me pubblicato sul sito ShinyNote, dopo l’incontro con COOPI del 27 ottobre 2013.

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In una tazza di thé...Nel pomeriggio di sabato scorso ho avuto modo di partecipare all’incontro «Vieni a prendere un thé da noi» organizzato da COOPI per i “già” donatori del sostegno a distanza e per tutti coloro che volevano informazioni per attivare questo sostegno.
È stato un incontro molto piacevole e a cui penso vorrebbe partecipare chiunque stia sostenendo un bambino con un progetto “a distanza”.
Ritengo infatti che una delle paure più grandi dei donatori (o futuri tali) sia la fatidica domanda “ma come faccio a esser certo che il mio aiuto arrivi a destinazione?”
È infatti la domanda che più mi sono sentita rivolgere mentre raccontavo ad amici e parenti dei “miei bimbi”.
Incontri come quello di sabato, voluto dalle ragazze che seguono questo progetto di COOPI, sono per me la risposta a questa domanda.
Perché aprono le porte a testimonianze sul campo e non, sia di chi lavora in COOPI, che di chi li sostiene.

Nel caso specifico ho avuto modo di ascoltare due testimonianze per me molto importanti:

- la testimonianza della responsabile dei progetti in Haiti, collegata con Skype nonostante le difficoltà dell’uragano appena passato, e che fino a poco tempo fa era stata responsabile in Perù. Che quindi mi ha permesso di capire come i bambini vivano il sostegno a distanza e quale sia la loro idea di queste madrine e padrini che dall’Italia cercano di dar loro una possibilità in più, accompagnandoli per un periodo della loro vita.

- la testimonianza di una donatrice, che durante un viaggio di vacanza in Etiopia, ha avuto modo di incontrare la sua bimba e trascorrere con lei degli splendidi momenti. Mostrando quindi a tutti noi come sia facile toccare con mano i progetti e l’impegno di COOPI e rispondendo chiaramente alla domanda di prima:
ma i miei soldi arriveranno?” “si, arrivano! e puoi vederlo tu stesso negli occhi felici di quel bambino!”

Grazie dunque a COOPI per questa opportunità di capire un po’ di più e per far sentire i donatori attivamente coinvolti in questi progetti.

Per chi volesse approfondire il discorso delle adozioni a distanza di COOPI, riporto qui il loro sito:
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lunedì 30 luglio 2012

Finalmente la lettera tanto attesa

Nonostante le “non lettere” personali scritte di pugno dai ragazzini avevo continuato a scrivere loro ad ogni scadenza.
Disegni con didascalia per Abuin e lettere colorate per Luisa.
Questa volta però nell’aggiornamento ho ricevuto una bellissima sorpresa!
Nella busta di Abuin c’è una nuova foto, la seconda dall’avvio del SaD, e un bel disegno, per cui è stato aiutato dai suoi compagni.
Nella busta di Luisa invece, non c’è solo una lettera, ma due lettere coloratissime e dipinte da lei e foto aggiuntive a quella “standard” prevista.
Ovviamente sono felicissima, così come lo è mia madre, che in realtà aspettava questo momento ancora più di me.
Come mai si possa essere così ansiosi di ricevere la lettera di una ragazzina che abita dall’altra parte del mondo?
Semplice, perché in quella lettera ci sono le sue speranze che stanno riuscendo a realizzarsi, c’è il racconto di una vita che per tanti mesi hai cercato di intuire e che finalmente ti viene raccontata con l’allegria e la freschezza di cui solo una ragazzina di 15 anni è capace.
Inoltre c’è il concretizzarsi (se ancora poteva esserci qualche dubbio) della certezza, che lei sa chi sei, che sta veramente partecipando della tua vita e tu della sua.
Poco importa se è dall’altro capo del mondo.
C’è!
E questo riempie il cuore.

Finalmente la lettera tanto attesa