giovedì 26 settembre 2013

Lettere

Il problema di voler inviare sempre e comunque una lettera ai ragazzi, nasce quando non c’è possibilità di avere una risposta o comunque un riscontro diretto che quella lettera possa essere apprezzata. E con apprezzata non intendo nel suo contenuto, ma almeno nel fatto di essere stata ricevuta.
Decisamente questa è la situazione con Abuin, visti i suoi grossi problemi di salute... e senza contare i gravi problemi attuali della Repubblica Centrafricana...
Cosa mandare ad un ragazzo che ha appena vissuto i momenti drammatici della guerra e che è appena guarito dalla febbre tifoide? Inoltre tutto non scritto, ma disegnato...
Dopo averci pensato vari giorni ho purtroppo la mente più vuota di prima e quindi decido di creargli un biglietto di auguri per il compleanno. Secondo i miei calcoli dovrebbe infatti arrivargli poco prima o poco dopo.
Un biglietto per AbuinLa sua passione è il calcio, quindi cerco un biglietto rotondo, con il disegno di un pallone “sorridente” e dentro riporto gli scarabocchi di auguri. Incrocio le dita e spero che il biglietto lo diverta e magari gli strappi un sorriso.

Situazione decisamente diversa è quella per Luisa.
Infatti con la sua ultima lettera mi ha posto un sacco di domande, nonché una chiara indicazione:
Madrina recuerda que tú también tienes que escribirme muchas cartas y fotos enviarme
E così cerco di rispondere alle sue varie curiosità e rovisto tra le foto per mandarle sia qualcosa di recente, che qualcosa di più vecchio, ma sempre legato alle sue domande.
Per esempio, Luisa è affascinata dalla neve e dal Natale, se poi le due cose coincidono allora è felicissima. La sua lettera arriva a settembre, quindi l’ha scritta durante i mesi estivi, eppure parla della neve e fa riferimento ad una mia vecchia lettera in cui le raccontavo della grossa nevicata che aveva coperto la città.
E così insieme a qualche foto appena scattata, gliene mando di scattate sulla neve, in mezzo ai boschi.
Mi fa un po’ effetto spedire foto invernali con queste belle giornate, ma la sua curiosità deve essere... appagata!

mercoledì 11 settembre 2013

Quella busta troppo grande

L’aggiornamento di Luisa tarda ad arrivare.
Da COOPI mi han avvisata che han dovuto aspettare alcune notizie “fresche” sulla salute della ragazzina e che quindi ci è voluto un po’ più di tempo, in ogni caso so che ora è in viaggio tra un ufficio postale e l’altro.
Sapendo che è già stato spedito, ogni giorno guardo la cassetta delle lettere con sempre maggior impazienza, finché un giorno arrivo e trovo una busta formato A4...
La lettera è di COOPI, ma i formati degli aggiornamenti sono più piccoli... mannaggia! Questa è troppo grande, non vale!!!
Sono molto legata ai progetti di COOPI, ma in questo momento voglio solo ricevere l’aggiornamento non altre informazioni.
Prendo la busta e, con un po’ di fumo che esce dalle narici tipo drago arrabbiato, la apro sbuffando.
Ed ecco la sorpresa!!!
La dimensione della busta è dovuta ad un bellissimo album tutto colorato che Luisa mi ha spedito. È un vero “libro-lettera”, con disegni, adesivi, ritagli dei quaderni scolastici con i commenti delle sue insegnanti e una lunghissima lettera che corre tra le pagine.
Tutto è curatissimo, non c’è una sola piccola cosa lasciata al caso.
Insomma un vero spettacolo!
Deve averci messo tantissimo tempo per prepararlo e di sicuro ci ha messo tantissima cura.
È veramente un lavoro fatto con amore e dedizione.
Sono a dir poco senza parole!!!
Se mai qualcuno potesse aver avuto il dubbio che i bambini e i ragazzi seguiti dai progetti di SaD preparino le lettere per i loro padrini/madrine forzatamente, ecco quel libro-lettera dimostra in maniera inequivocabile che non è così.
Chi scrive, disegna, o anche solo manda un saluto, lo fa perché ne ha voglia e perché comprende quanto il progetto e quei padrini/madrine siano importanti per le loro vite.

Per fortuna ho tardato a preparare le lettere da inviare ai miei ragazzi, perché così posso rispondere al meglio a tutte le domande di Luisa.
Prendo carta, penna, dizionario (e anche libro di grammatica spagnola...) e mi metto all’opera!!!

Quella busta troppo grande

venerdì 9 agosto 2013

E l’aggiornamento?

Lascio passare una notte e poi ripenso alle novità.
Intanto leggo bene cosa dicono di Abuin.
Ecco una bella notizia... Abuin ha ricevuto la mia lettera-disegno ed è stato contento. Meno male, vuol dire che almeno non si annoia guardando quegli scarabocchi. È sempre stato il mio dubbio in fondo... gli piacerà ricevere quelle lettere pasticciate o non le considererà nemmeno?
Ma ecco subito dopo una brutta notizia, fortunatamente finita bene. A quanto pare ha sofferto di febbre tifoide, da cui però è guarito grazie alle cure.
A parte questa notizia c’è qualche riga sul colpo di stato, ma si tratta di cosa che già sapevo avendo cercato notizie costantemente in questi mesi.
Peccato, speravo in notizie reali di cosa era successo a Abuin e alla sua famiglia durante gli scontri e durante la malattia. I suoi genitori staranno bene? Saranno dovuti fuggire a causa degli scontri o più fortunatamente non avranno subito rischio diretto?
Incrocio le dita per questa ipotesi e immagino che in caso contrario me ne avrebbero dato notizia.
E comunque sia c’è da ringraziare di aver avuto notizie e aggiornamenti, visto lo stato di crisi e pericolo in cui si vive attualmente in RCA. Non erano decisamente da dare per scontati... avrebbe potuto non arrivare nulla. E non per inefficienza di qualcuno, ma per la reale situazione del paese.
In compenso, oltre alla scheda di Abuin, trovo un foglio che pone l’attenzione sull’emergenza umanitaria in atto nel paese:
«
Fortunatamente i Centri dei progetti SAD hanno potuto riprendere le loro attività regolarmente.
La scuola però è un diritto che deve essere garantito a tutti i bambini del Paese!
[...] aiutaci a far rientrare a scuola i bambini della regione di Bangui, proprio quelli che non sono sostenuti a distanza e che ora vivono una situazione di estrema difficoltà.
[...] tu sai bene quanto la scuola significhi per loro: istruzione e formazione, ma anche comunità, gioco e affetto.
»
Eh già, mentre io da “donatrice viziata” sono qui a lamentarmi se ho ricevuto o no il numero di righe di aggiornamento che più mi piace, una moltitudine di bambini lotta col quotidiano per riuscire asuperare quello che i cosiddetti adulti han creato e in cui in troppisi sono trovati coinvolti come bambini soldato.
Come sempre devo dire che quella che più ha da imparare da questa adozione, sono proprio io.