venerdì 23 maggio 2014

ciao ABUIN !

ciao ABUIN!

è di pochi giorni fa la telefonata di COOPI... non hanno più modo di trovare Abuin, il ragazzino che sostengo in Repubblica Centrafricana.
Non va più al centro Chram... non è più a casa sua...
La speranza è che sia riuscito a fuggire con la famiglia da quella guerra assurda e fratricida che sta sconvolgendo il suo paese, trasformando un'esistenza pacifica in un orrore atroce.
Vorrei fare mille domande alla ragazza che mi ha telefonato per cercare di avere un po' più di notizie, ma so che è impossibile avere risposta.
Le chiedo solo, se mai avranno ancora sue notizie, di avvisarmi immediatamente.
Per il resto posso solo sperare...

ciao Abuin... resterai sempre nel mio cuore 

venerdì 10 gennaio 2014

Le nuove schede

Le lettere sono arrivate insieme, durante le festività natalizie, come se fossero il tanto atteso regalo da mettere sotto l'albero.
Le apro trepidante chiedendomi come saranno perché questo è il famoso primo nuovo aggiornamento invernale, quello preannunciato con la foto del bambino e le informazioni sul progetto inquadrato nella società in cui vive.
Le schede in realtà non sono specifiche dei centri che seguono Luisa e Abuin, ma sono riassuntive di tutti i progetti SaD presenti nella nazione.

Mi piacciono queste nuove schede.
Sostengo il SaD da ormai tre anni, ma devo ammettere che mi hanno decisamente aiutata a comprendere molte attività dei progetti che mi erano un po' oscure.
Sicuramente schede descrittive come queste risultano un ottimo metodo per spiegare chiaramente a chi non sa cosa sia un SaD e in cosa consistano sia le attività giornaliere, per così dire “di routine”, sia quelle di emergenza, che possono andare dalle cure mediche di un bambino malato fino alle azioni di emergenza in situazioni gravissime di guerra.
Confesso però che c'è una cosa che mi ha colpito un po' negativamente, e cioè il fatto che mi aspettavo una descrizione così dettagliata del singolo progetto dei miei ragazzi e non riassuntiva degli N progetti di una intera nazione.
Trattandosi delle prime schede così strutturate e avendo trovato molte informazioni generali sul SaD che effettivamente non avevo compreso in questi tre anni, posso decisamente dire di essere soddisfatta in questo momento. Ma conoscendomi, e conoscendo la brama di notizie dettagliate sui miei ragazzi e sulle strutture che li seguono direttamente, mi chiedo se il prossimo anno sarò ugualmente appagata da schede nazionali.
Ovviamente la risposta potrò averla solo tra un anno e so che molto dipenderà da come saranno quelle schede future ma, avendo avuto modo di conoscere le persone che lavorano al SaD, sono certa che come sempre chi le scrive saprà dare informazioni nuove e mai ripetitive e forse chissà con anche qualche riga in più sul progetto specifico che segue il bambino sostenuto dal donatore che riceverà quella lettera.


Le immagini degli aggiornamenti sono state pubblicate con l'approvazione di COOPI.
Cliccate sulle immagini per leggere le schede:

Perù - pagina 1

Perù - pagina 2

RCA - pagina 1

RCA - pagina 2
 

sabato 21 dicembre 2013

Quanto parlano le tazze di thé...

È stato poco più di un anno fa che scrissi il testo “Quella risposta in una tazza di thé”, e ora mi trovo di nuovo a guardare una bella tazza fumante e a trovarci dentro delle nuove risposte, o meglio delle nuove conferme.
Questa nuova tazza è però un po' più particolare della prima, perché è la tazza che mi ha portato C. dopo la sua visita a La Casa de Panchita dello scorso ottobre.
Oltre ad essere bella e, almeno per me, affettivamente coinvolgente, racchiude tutto ciò che C. ha potuto vedere e constatare durante la sua visita. E tutto ciò è per me la conferma che ogni informazione che COOPI mi ha dato in questi anni è veritiera fino all'ultima virgola.
Perché si sa, la paura costante di ogni donatore è che le informazioni che arrivano non siano sempre reali, perché in fondo, quando si diventa donatori di una associazione si fa verso quella associazione una specie di patto di fiducia.
Come poter verificare come vengono utilizzati i fondi, se non credendo alle loro notifiche? E come poter toccare con mano i progetti e i beneficiari per poter avere la certezza che vengano seguiti esattamente come ci viene riportato?
Spesso la risposta a questi dubbi è nel conoscere le persone che lavorano all'interno dell'associazione e creare con loro un rapporto di fiducia e amicizia che ti rassicura.
Ma poi, ogni tanto, si verificano quelle casualità della vita che ti portano a toccare con mano tutto quello a cui hai dato fiducia e in cui hai creduto un po'... ciecamente.
E così ti trovi a incontrare (direttamente o tramite persona fidata) la ragazzina che sostieni, a conoscerla e capire che lei ti è affezionata, che ha sempre ricevuto tutte le tue lettere e che quelle lettere han creato in lei un legame profondo e tenero nei tuoi confronti.
Ti trovi a incontrare anche il suo papà, a parlargli, a sentirgli raccontare della loro vita e vedere che ogni parola coincide con tutte le informazioni che l'associazione ti ha sempre riportato negli aggiornamenti semestrali. Nessuna invenzione o omissione, semplicemente la verità raccontata nella sua semplicità.
E ancora ti trovi a vedere la struttura che ospita, segue e aiuta quella ragazzina a cui sei tanto legata. Vedi le stanze, i corsi che vengono portati avanti, senti i racconti di chi in quella realtà ha creduto e per quella realtà ha lottato, creando uno spazio di aiuto e speranza per tante persone bisognose.

E poi un giorno ti fermi, prepari un semplice thé, lo versi dentro quella tazza che ti han regalato proprio a La Casa de Panchita, e mentre lo sorseggi, chiudi gli occhi e rivedi tutto ciò che hai toccato con mano e che ti ha portato quell'unica, singola, vera certezza che ti premeva avere:
il sapere che la tua fiducia è stata ottimamente riposta e che in questi anni le tue scelte hanno portato esattamente al risultato che avevi sperato!

Quel semplice thé, in quella bella tazza che arriva da lontano, ha così quel gusto dolce e buono della serenità.

Quanto parlano le tazze di thé...